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Chiesa dell’Invenzione di S. Stefano Protomartire

Dove si trova la chiesa di San Stefano?

La chiesa di San Stefano si trova nel cuore dell’antico nucleo di Casarico, a Mombello. È una delle testimonianze religiose più antiche del territorio e rappresenta un punto di riferimento storico e spirituale per la comunità locale.

Quando nasce e come si è trasformata nel tempo?

Una chiesa dedicata a San Stefano è citata per la prima volta nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero (XIII secolo), come “capella” – cioè chiesa minore – già esistente nel villaggio di Montebello, antica pieve di Leggiuno.

Nel 1564 è menzionata come rettoria, segno della presenza di un cappellano stabile, e la dedicazione a San Stefano conferma l’origine altomedievale del culto.

Nel XV secolo, la chiesa diventa parrocchia autonoma, e in questo periodo si stabilisce a Mombello un ramo della nobile famiglia Besozzi, legata all’edificio da numerosi lasciti testamentari.

Nel 1574 San Carlo Borromeo visita la parrocchia: nei verbali dell’epoca la chiesa è descritta con tre navate, absidi semicircolari affrescate e un campanile romanico. A fine secolo, l’edificio è ormai troppo piccolo e si decide per una ricostruzione completa, durata fino alla fine del XVII secolo.

Tra il XVI e il XVII secolo, la struttura assume l’aspetto attuale: una navata unica con cappelle laterali, presbiterio quadrato, sacrestia e campanile.

Nel 1635 viene descritta come una “fabbrica nuova e ben composta”, con una cappella dedicata alla Madonna del Rosario.

Nei secoli successivi, la chiesa continua a essere al centro della vita religiosa locale. Nel 1748 ospita due confraternite: quella del Santissimo Sacramento, fondata da Carlo Borromeo, e quella del Santo Rosario, con l’abito ceruleo.

Nel 1782 viene aggiunto un portico sulla facciata, poi demolito tra il 1908 e il 1913 durante un importante intervento di ampliamento e di rifacimento della facciata, su progetto di Paolo Besozzi.

Durante i restauri del 1968 viene inoltre ritrovato l’antico altare medievale, ricavato da un’ara romana reimpiegata.

Quali sono le caratteristiche architettoniche della chiesa?

La chiesa di San Stefano presenta una pianta longitudinale a navata unica con cappelle laterali e volte a crociera, conclusa da un presbiterio quadrato.

La facciata monumentale, in stile eclettico, è articolata su due ordini architettonici. Il portale centrale è preceduto da un protiro con colonne e sormontato da una serliana, affiancata da nicchie con statue. La parte superiore si chiude con un frontone triangolare dalle cornici aggettanti.

Il campanile, addossato all’abside sinistra, conserva ancora tracce della struttura romanica originaria.

Cosa si può ammirare all’interno?

L’interno custodisce un ricco patrimonio artistico:

  • La cappella del Battistero, decorata nel 2003 da Albino Reggiori con ceramiche, custodisce un ciborio ligneo seicentesco e il fonte battesimale.
  • Affreschi strappati dall’antico altare medievale (XI–XII sec.), con motivi geometrici.
  • L’altare originario medievale, oggi collocato nella chiesa di Santa Maria di Corte, ricavato da un’ara romana.
  • L’altare maggiore in legno intagliato e dorato (XVII sec.).
  • Gli affreschi dell’abside, raffiguranti l’Assunzione di Maria e scene della vita di San Stefano (1610–1612), opere di G. De Advocatis, lo stesso artista attivo all’Eremo di Santa Caterina del Sasso.
  • L’affresco sull’arco trionfale, con la Madonna di Loreto e Matteo Besozzi (1620).
  • Nella cappella della Madonna del Rosario, affreschi del 1625 raffigurano i misteri del Rosario.

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