Chiesa di S. Ambrogio (chiesa nuova)

Dove si trova e qual è il contesto?

La Chiesa di Sant’Ambrogio si trova nel centro di Laveno Mombello, a poca distanza dal lago e dagli altri edifici storici della cittadina.

Qual è la storia della chiesa di S. Ambrogio?

La cosiddetta “Chiesa nuova” fu eretta nel primo dopoguerra su progetto dell’architetto milanese Paolo Mezzanotte, per rispondere alla crescente popolazione e alla conseguente insufficienza della vecchia chiesa dei Santi Giacomo e Filippo.

La raccolta fondi per la costruzione iniziò nel 1932 e, grazie a donazioni e lasciti, nel 1933 si poté dare avvio ai lavori con la posa della prima pietra il 2 ottobre.

Nel 1937 le strutture murarie risultavano completate, ma gli interni e le decorazioni richiesero ancora alcuni anni di lavoro. La consacrazione ufficiale avvenne il 6 giugno 1940, quando il Cardinale Schuster dedicò la chiesa a Sant’Ambrogio.

Quando è stata costruita e come si è trasformata nel tempo?

La costruzione si svolse tra il 1933 e il 1940. Negli anni successivi furono apportate alcune modifiche: l’altare venne rinnovato nel 1961 e nel 1970, mentre la decorazione interna e il rifacimento del tetto furono completati tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento.

Quali sono le caratteristiche architettoniche e artistiche?

La chiesa, tipica dello stile architettonico degli anni Trenta, presenta una pianta centrale ispirata alla croce greca, con tiburio centrale e tetti a falde sui corpi laterali, di minore altezza.

L’altare maggiore si trova di fronte all’ingresso principale.

La decorazione pittorica è opera del pittore Innocente Salvini, mentre quella plastica è stata realizzata dallo scultore Egidio Casarotti, entrambi artisti locali di grande rilievo del XX secolo.

Quali opere d’arte conserva?

All’interno si possono ammirare i dipinti di Innocente Salvini, mentre all’esterno si notano le lunette scolpite da Egidio Casarotti, che arricchiscono i prospetti e contribuiscono all’armonia dell’edificio.

Le pareti della chiesa accolgono i visitatori in modo simmetrico: a destra, la statua di Gesù col Sacro Cuore; a sinistra, la Madonna del Calciatore, patrona dei giocatori di calcio. Ma dietro quest’ultima si cela una storia che merita di essere raccontata.

Qual è la storia della Madonna del Calciatore?

Bisogna tornare con la memoria al 4 maggio 1949, giorno della tragedia di Superga, per comprendere le origini di questo quadro. Su una tavola di legno, la Vergine Immacolata emerge, serena, davanti allo sfondo del Lago Maggiore, come un simbolo di conforto e speranza.

L’idea nacque da don Natale Motta, che nel maggio 1950 inaugurò a Laveno un collegio per orfani intitolato a Franco Ossola, giovane calciatore scomparso con il grande Torino.

L’opera fu affidata a Carlo Cocquio (1899-1983), pittore apprezzato per i suoi soggetti religiosi, e il 9 maggio 1951 fu benedetta da Papa Pio XII in Vaticano.

Dopo decenni di spostamenti e vicissitudini, il quadro ha finalmente trovato la sua collocazione definitiva il 14 maggio 2016, dove oggi continua a vegliare sui fedeli e sui giocatori di calcio.

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